Didattica a distanza, alcune puntualizzazioni

Dad: modalità alternativa, non sostitutiva

Traendo spunto dalla nota emanata dai nostri livelli regionali, intendiamo puntualizzare alcune questioni, secondo noi particolarmente importanti in questa situazione emergenziale.

Partiamo da una considerazione imprescindibile: l’attuale modalità di “insegnamento a distanza” non può in alcun modo sostituire quella svolta in presenza, che si fonda sulla dimensione relazionale e cooperativa, e pertanto l’attività svolta dai docenti in questo periodo rappresenta inevitabilmente una modalità alternativa, naturalmente parziale, e dai tratti sperimentali.

Questo vale a maggior ragione tenendo conto che gli alunni non hanno la stessa disponibilità di infrastrutture informatiche, accesso alla rete, supporti informatici, nonché condizioni di contesto che consentano un proficuo studio individuale.

Autonomia, responsabilità e collegialità

Di conseguenza, proprio perché caratterizzata da uno “stato di eccezione” privo di riferimenti normativi cogenti, la realtà odierna non può essere affrontata con strumenti e approcci ordinari e qualsiasi soluzione va trovata facendo leva sulle risorse professionali dei docenti, in particolare autonomia, responsabilità e collegialità.

Sottolineiamo in particolare quest’ultimo elemento: solo il confronto – seppure a distanza – tra i docenti permetterà alle singole scuole di individuare metodi e strumenti idonei a dare, in un contesto denso di difficoltà, le risposte più adeguate ai bisogni di ciascuno dei propri studenti. Indicazioni prescrittive circa quantità di ore di videolezione da svolgere, numero di appuntamenti da organizzare nella settimana, utilizzo esclusivo di alcuni strumenti a scapito di altri – indicazioni peraltro non suffragate da alcuna base normativa né contrattuale – devono lasciare il posto alla progettazione dei docenti, che hanno bisogno di essere supportati nello sforzo di sperimentare, organizzare e coordinarsi.

Prestazione lavorativa, quali adempimenti sul registro elettronico

La c.d. Didattica a Distanza può configurarsi, in questa fase emergenziale, come la modalità di effettuazione della prestazione lavorativa del docente in forma di “lavoro agile”, anche se con le proprie peculiarità. Per sua stessa definizione lo smart working si basa su un principio di flessibilità che punta non a riprodurre l’orario di lavoro, ma a raggiungere obiettivi professionali con tempi e modalità differenti rispetto al lavoro in presenza (si veda quanto afferma in proposito il D.Lgs. n. 81/2017 art. 18, che parla di “forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro”).

Di conseguenza non si può fare in alcun modo riferimento né a un orario di insegnamento consolidato né ad adempimenti legati all’attività in presenza (come ad esempio firme di attestazione nel registro elettronico, annotazione delle “assenze” degli alunni o inserimento di voti), come se si dovesse replicare sic et simpliciter la prestazione ordinaria, seppure con mezzi non ordinari. Altra cosa è invece individuare collegialmente le modalità più opportune (eventualmente utilizzando le tante funzioni disponibili all’interno dei registri elettronici), per documentare il lavoro svolto, segnalare chi tra gli alunni ha avuto meno occasioni di accedere alle attività proposte dal docente e trovare gli strumenti per monitorare la “tenuta” didattica delle classi.

Attività funzionali e aggiuntive

In questa situazione d’emergenza sono sospese anche le riunioni degli organi collegiali in presenza, ma non ci sono elementi ostativi al loro svolgimento “in remoto”, se programmate con il dovuto preavviso e facendo esclusione di colloqui con le famiglie in condizioni prive di adeguate garanzie per i contenuti effettivamente espressi; deve essere garantita la funzionalità degli strumenti adottati, così che gli appuntamenti collegiali rappresentino nonostante tutto un valido momento di confronto e decisione, sancito dalla partecipazione diretta di tutti i docenti.

Resta fermo il diritto alla disconnessione come previsto dal CCNL e dai contratti integrativi d’istituto, a maggior ragione visto l’evidente rischio di sovraesposizione agli strumenti tecnologici, anche in considerazione della prestazione lavorativa nel suo complesso (correzione dei compiti, interventi individualizzati, contatti mail…) A titolo indicativo si richiama l’art.175 comma 3 del D.Lgs 81/08 in tema di Sicurezza (“In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale”) e l’art. 2 lett. a. del D.Lgs. 81/08 (in cui l’allievo è equiparato al lavoratore).

Per quanto riguarda le attività aggiuntive (come ad esempio il Coordinatore di classe) nel caso di nuovi compiti rispetto a quelli già previsti, anche funzionali alle nuove necessità di raccordo con i colleghi, implicano necessariamente una preventiva interlocuzione tra Dirigente e Docente e l’accettazione da parte dell’interessato/a.

DaD e privacy

L’enorme flusso di dati tra docenti e studenti, in considerazione di assenza di specifico regolamento normativo, deve spingere a riflettere sulla questione della tutela dei dati personali: numeri di telefono privati, file audio e immagini sono, ai sensi della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, elementi identificativi di cui evitare la diffusione, limitandone l’uso alle finalità per le quali il materiale è prodotto e inviato.

A tal fine è opportuno, in aggiunta alle autorizzazioni al trattamento dei dati personali già predisposte per tutto il personale della scuola, individuare ulteriori modalità con le quali le famiglie e gli studenti (particolarmente quelli maggiorenni) vengano informati sulla necessità di un uso corretto e responsabile dei dati personali veicolati con i contenuti multimediali inviati dalla scuola e dai singoli docenti, nonché sulle conseguenze, anche di natura penale, connesse a una eventuale indebita diffusione.

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