Superato il livello di guardia, caos in arrivo sulla ripartenza scolastica

Sembra di ripetere ogni anno lo stesso copione, ma non siamo di fronte a una messa in scena, bensì alla dura realtà dei fatti: sono appena terminate le immissioni in ruolo del personale docente e ATA e la situazione, se possibile, è ancora più grave degli anni precedenti.

Docenti
Regolarmente effettuate le immissioni in ruolo su Infanzia e Primaria (assommanti rispettivamente a ca. 200 e ca. 400) il dramma si è consumato sulla Secondaria, sia su quella di Primo grado (le Medie) sia su quella di Secondo (le Superiori): potevano essere immessi in ruolo rispettivamente 329 e 550 docenti, per un totale di 879… il ruolo lo hanno preso solamente in 57, pari al 6,4%.
Risultato? L’anno scolastico segnato dall’emergenza Covid a Firenze partirà con 822 classi scoperte tra Medie e Superiori (tra cui, tanto per fare un esempio, la maggior parte saranno Italiano e Matematica) numero che è destinato fisiologicamente ad aumentare, visto anche il contingente aggiuntivo di docenti promesso da tempo dal Ministero e ancora però non quantificato.
Il fenomeno – è bene chiarirlo – non si spiega con la mancanza di docenti giovani e meno giovani interessati all’insegnamento, tutt’altro! Si spiega invece con l’incapacità dello Stato di programmare in modo adeguato e per tempo i meccanismi del reclutamento, con concorsi regolari, graduatorie dei concorsi sufficientemente nutrite, efficienza e rapidità nell’effettuare il reclutamento. Sono decine di migliaia gli aspiranti docenti che si sono inseriti nelle graduatorie per le supplenze e che, se fossero stati banditi i concorsi, avrebbero regolarmente partecipato: ora molti di loro sarebbero potuti essere regolarmente in cattedra, sarebbero rimasti nella stessa scuola per più anni e avrebbero garantito continuità alle studentesse e agli studenti.
E invece niente: anche per quest’anno, quegli stessi docenti che avrebbero potuto essere stabilizzati, devono attendere di essere individuati come supplenti. Tra l’altro – ulteriore problema – proprio quest’anno è stata inaugurata una nuova procedura informatizzata di inserimento nelle graduatorie e successiva individuazione per le supplenze, ma tale procedura – suggerita da tempo dalle Oo. Ss. - è terminata solo pochi giorni fa e si paventano ritardi che potrebbero far slittare anche a fine settembre tutte le operazioni. Non è quindi privo di fondamento il rischio che le scuole abbiano tutti i supplenti in cattedra solo ad ottobre.
Tutto ciò, nonostante le Oo. Ss. nazionali avessero lanciato l’allarme fin dallo scorso settembre e addirittura avessero proposto al Governo una procedura straordinaria per l’immissione in ruolo dal 1° settembre dei docenti precari con almeno tre annualità, in base a una graduatoria per titoli e servizio, e con una prova da superare al termine dell’ anno scolastico per essere confermati in ruolo. In assenza di tutto ciò si va verso la spaventosa cifra di 200.000 supplenti in tutta Italia, proprio l’anno in cui, invece, sarebbe stato più che mai necessario dare certezze e stabilità fin da subito.

Personale ATA
Nella giornata odierna si stanno concludendo anche le operazioni di immissioni in ruolo del personale ATA e anche su questo fronte si riscontra l’incapacità di affrontare e risolvere alla radice la questione. Da anni denunciamo la scarsità di questi organici e per tutta risposta questi sono i numeri autorizzati dal Ministero: per quanto riguarda i collaboratori scolastici, su 326 posti vuoti sono previste solo 107 assunzioni; per gli assistenti amministrativi su 150 posti vuoti solo 52 assunzioni, mentre per gli assistenti tecnici sono previste solo 13 assunzioni.
Eppure tutti ricordiamo il grido d’allarme che si è levato dalle scuole lo scorso autunno per richiedere maggior organico (soprattutto di CS) e garantire così più sorveglianza e tutela degli alunni. Vista la situazione in cui ci troviamo a causa dell’emergenza Covid, sarebbe stata necessaria un’operazione di ampliamento degli organici e più immissioni in ruolo.
Stiamo comunque attendendo i numeri del personale aggiuntivo che è stato promesso per affrontare l’emergenza, ma se – come è stato ventilato – si parla di poco più di un Collaboratore Scolastico per istituto (di media) non si è risolto nulla.
Apertura di più ingressi nelle scuole e controllo degli accessi; igienizzazione continua di ambienti comuni, maniglie e interruttori; igienizzazione ripetuta dei bagni e dei locali dove verrà consumato il pasto (mense o aule); eventuale sorveglianza degli alunni che dovessero essere isolati per via di qualche linea di febbre o di sintomi… Per far fronte a tutto questo i CS dovrebbero essere almeno 5/6 per istituto, per un totale di circa 600 in provincia di Firenze.

Dirigenti Scolastici
Ieri invece si sono concluse le operazioni di immissione in ruolo dei Dirigenti Scolastici vincitori di concorso, i quali, dopo l’alto numero di nuovi Dirigenti assunti l’anno scorso, sono andati a coprire le sedi rimaste prive. Pertanto, a parte alcuni casi specifici, quest’anno la maggior parte delle scuole di Firenze risulta diretta da Dirigenti titolari.

Un avvio all’insegna dell’incertezza
A due settimane dall’avvio di un anno scolastico a suo modo epocale non possiamo infine che denunciare lo stato di estrema incertezza che regna su tutta l’enorme gestione della ripartenza: abbiamo già detto dei numeri di personale aggiuntivo che non sono ancora stati ufficializzati; ma poi: quali regole e indicazioni per i trasporti pubblici e per quelli degli Enti locali come gli scuolabus; quali indicazioni per la tutela dei cosiddetti “lavoratori fragili”; quali accorgimenti per quei lavoratori che eventualmente si troveranno in quarantena, in modo tale che le loro classi abbiano subito un supplente per permettere la prosecuzione della didattica in presenza; quale regolamentazione contrattuale per la Didattica a Distanza e il lavoro agile del personale ATA?
Questi e altri problemi dovevano essere affrontati per tempo, con investimenti ancora maggiori e con provvedimenti legislativi ad hoc; ad oggi siamo ancora a chiedere a Governo e Ministero di trovare soluzioni.



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