Nelle scuole continuano a persistere dubbi interpretativi sulla fruizione dei permessi retribuiti per motivi personali e familiari ai sensi dell’art. 15.2, per cui vogliamo chiarire una volta per tutte i dubbi relativi alle seguenti questioni:

1) un Dirigente Scolstico può negare il permesso richiesto, ad esempio motivando il diniego con esigenze di servizio?

2) il permesso va richiesto con un tempo minimo di preavviso?

3) quanti sono i giorni di permesso di cui ha diritto un docente?

1) Questa O.S. fa presente che, sulla base della disciplina contrattuale, se il personale chiede di poter fruire di permessi retribuiti per “motivi personali e familiari”, tali giorni devono essere attribuiti a semplice domanda e sono sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico. È sufficiente pertanto comunicare alla scuola la volontà di fruire del permesso e indicare i motivi per cui si chiede anche attraverso una semplice autocertificazione.

Tale diritto è assoluto, non subordinato né a ragioni organizzative né alla sussistenza o meno di eventuali oneri aggiuntivi per l’amministrazione. E’ eslcusa la preventiva autorizzazione/concessione da parte del Dirigente Scolastico e pertanto alla richiesta non può essere opposto alcun diniego, neanche se motivato con esigenze di servizio. A supporto del principio contrattuale sono intervenute anche alcune sentenze, come ad esempio quella del Tribunale di Milano - sez. lavoro - n. 2272 pubblicata il 08/10/2019 e del Tribunale di Fermo - sez Lavoro n. 50 del 26/05/202.

2) Il contratto non fa menzione di tempi minimi di preavviso; è ovviamente preferibile comunicare quanto prima all’amministrazione quando si intende fruire di un permesso, ma, anche nel caso di necessità urgente, l’amministrazione non può opporre alcun diniego.

3) Per un docente i giorni complessivi di permesso per motivi familiari o personali sono nove, perché ai tre previsti dall’art. 15.2 si possono aggiungere ulteriori sei giorni che il contratto mette a disposizione dei docenti. Questi sei giorni possono essere presi come ferie (in questo caso vanno richiesti ai sensi dell’art 13.9 e possono essere negati dall’amministrazione), oppure fruiti come permesso retribuito (in questo caso vanno richiesti ai sensi dell’art. 15.2 e – come abbiamo già spiegato – non possono essere negati dall’amministrazione).

Anche in questo caso il principio contrattuale è supportato da pronunciamenti della magistrature: la sentenza del Tribunale di Milano di cui sopra afferma: “[ …] se il personale docente chiede di poter fruire dei sei giorni non come ferie, ma come permessi retribuiti “per motivi personali e familiari” […] tali giorni devono essere attribuiti a semplice domanda […] e non è subordinato nemmeno alla verifica che sia possibile la sostituzione del personale assente e che, per tale sostituzione, non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per l’Amministrazione […]”

Le OO.SS. provinciali di Firenze ricevono quesiti che riguardano le corrette procedure cui attenersi in caso di sciopero nella scuola, in modo particolare riguardo a: comunicazione dell’adesione o meno da parte del personale scolastico; comunicazione dello sciopero alle famiglie; precettazione per la formazione dei contingenti; comportamento da tenere rispetto alle attività funzionali convocate nella giornata di sciopero, comprese quelle con delibere obbligatorie.

In premessa si fa presente che la materia è regolata dalla Legge 146/90, dal relativo Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero sottoscritto il 2 dicembre 2020, nonché dal protocollo in materia siglato nelle singole scuole tra D. S. e Oo. Ss.

In ordine ai quesiti.

COMUNICAZIONE SULLE PROPRIE INTENZIONI

Il personale scolastico è libero di:

- dichiarare la propria intenzione di scioperare; la dichiarazione di adesione fa fede ai fini della trattenuta sulla busta paga ed è irrevocabile
- dichiarare la propria intenzione di non scioperare
- dichiarare di non aver ancora maturato alcuna decisione
- NON dichiarare alcunché, senza incorrere in alcun tipo di infrazione


COMUNICAZIONE ALLE FAMIGLIE

La scuola ha obbligo di avvisare sia i lavoratori sia le famiglie che è stato indetto uno sciopero.
Verso le famiglie il Dirigente Scolastico deve emanare un avviso, con almeno 5 giorni di anticipo, in cui illustra le modalità di funzionamento o la sospensione del servizio.
NON è compito del personale scolastico avvertire le famiglie.


PRECETTAZIONE E FORMAZIONE DEI CONTINGENTI

La formazione del contingente necessario ad assicurare le prestazioni indispensabili è prevista esclusivamente per poche e ben circoscritte casistiche, tassativamente previste dall’Accordo sulle norme di garanzia.
Per le scuole di Firenze e provincia si tratta di: vigilanza sui minori nell’Educandato, anche nelle ore notturne; attività di cura e allevamento del bestiame nell’azienda agricola dell’Istituto Agrario.
Quindi ad esempio per l’apertura della scuola, per la vigilanza all’ingresso della sede o degli altri plessi o per qualsivoglia attività didattica non è prevista alcuna precettazione né formazione di contingenti. Non è possibile quindi alcun provvedimento unilaterale da parte della Dirigenza.
Anche in occasione dello sciopero del 30 maggio 2022 pertanto non è prevista la formazione di alcun contingente, ad eccezione dei casi citati.

 

COMPORTAMENTO IN CASO DI ATTIVITÀ FUNZIONALI PROGRAMMATE

Le attività funzionali collegiali programmate (ai sensi del CCNL 2006-2009, art. 29, comma 3) in coincidenza con l’astensione dal lavoro non possono essere spostate ad altra data prima dello sciopero. Le riunioni previste infatti si svolgono con il personale non in sciopero, il quale è tenuto a parteciparvi. In caso di impossibilità a deliberare (mancanza di partecipanti e/o numero legale) tali riunioni possono essere riconvocate, ma nel rispetto delle ore previste dal CCNL. Le ore funzionali del personale in sciopero vanno comunque conteggiate nel computo del tetto massimo delle 40 ore.

Tutte le informazioni sull’indennità di disoccupazione NASPI per il personale scolastico a tempo determinato per la generalità dei lavoratori dipendenti, con una particolare modalità di relazione coi Centri per l’Impiego per coloro che sono domiciliati in Toscana.

La domanda di NASPI deve essere presentata, di norma, entro 8 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, per evitare lo slittamento della decorrenza, e comunque entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro per evitare la perdita del diritto! (termini più lunghi per alcuni casi particolari)

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA per la compilazione della domanda di NASPI:

Per la sola domanda di NASPI

  • Codice Fiscale (Tessera del Servizio Sanitario Nazionale),
  • documento d’identità in corso di validità,
    data variazione stato civile (matrimonio, separazione,
  • divorzio, decesso coniuge ecc.),
  • codice IBAN del beneficiario dell’indennità per l’accredito in
  • conto corrente bancario o postale, sul libretto postale o su
  • carte di pagamento dotate di IBAN.
  • data di inizio del primo rapporto di lavoro dipendente
  • nell’arco della vita lavorativa,
  • data assunzione e cessazione dell’ulitmo rapporto di lavoro
  • (portare ultimo contratto,)
  • ultime 3 buste paga;
  • eventuali altri redditi da lavoro o da altra attività in essere alla data della domanda, diversi da quelli derivanti dal lavoro cessato.

Per la richiesta di assegni familiari

(oltre alla documentazione per la NASPI)

  • modelli CUD relativi ai redditi degli ultimi due anni di tutti i componenti del nucleo familiare,
  • modelli 730/UNICO relativi ai redditi degli ultimi due anni di tutti i componenti del nucleo familiare,
  • Altri redditi esenti da imposta o assoggettati a tassazione agevolata degli ultimi due anni di tutti i componenti del nucleo, se superiori a € 1.032,91 l’anno,
  • Codice Fiscale (Tessera del Servizio Sanitario Nazionale) di tutti i componenti del nucleo familiare

La necessaria sottoscrizione coi Centri per l’Impiego del patto di servizio personalizzato può essere realizzata successivamente alla presentazione della domanda di NASPI, con le specifiche modalità previste dalla Regione Toscana per il personale scolastico che sono qui sintetizzate:

  1. entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di NASPI, il richiedente deve inviare una e-mail al Centro Impiego di competenza per una richiesta di appuntamento
  2. Entro 15 gg dal ricevimento della mail, il Centro per l’Impiego comunicherà al richiedente, tramite posta elettronica, l’appuntamento (data e ora) del colloquio per la sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato.

Informativa completa della Regione Toscana e indirizzi dei Centri per l’Impiego su: www.regione.toscana.it/-/personale-della-scuola-con-contratto-in-scadenza


​Via Pier Capponi 7, 50132 Firenze · firenze@flcgil.it · tel. +39 055 5036 249 | http://www.flcfirenze.it - http://www.facebook.com/flc.cgil.firenze

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