riformapensioni

    Le misure previdenziali adottate dal Governo Monti sono del tutto improprie ai fini della crescita economica del Paese e assolutamente ingiustificate dalla situazionespecifica del settore pensionistico pubblico. Il saldo attivo dell’INPS è, secondo l’ultimo dato disponibile del 2009, di ben 27,6 miliardi di euro.

    Dovrebbero preoccupare il Governo le previsioni di un forte calo della copertura pensionistica, che prepara una crisi sociale devastante. Al contrario il Governo Monti si è preoccupato esclusivamente di far cassa e di smantellare la previdenza pubblica, alla quale sarà sempre più difficile accedere: i requisiti sempre più severi mal si conciliano con precariato e redditi medio-bassi. Il trattenimento in servizio di tanti lavoratori, con la cancellazione delle pensioni di anzianità e l'innalzamento dei requisiti anagrafici anche oltre i 70 anni, suona poi come irrisione nei confronti della massa crescente di giovani disoccupati. 

    Il maxiemendamento al provvedimento sulla spesa pubblica su cui il Governo ha ottenuto la fiducia al Senato peggiora le condizioni di lavoro nei comparti della conoscenza, taglia ulteriori risorse agli istituti di ricerca pubblici, alle scuole e alle università, assesta un durissimo colpo alla contrattazione, licenzia migliaia di precari, colpisce duramente il diritto allo studio attraverso l'aumento delle tasse universitarie. 

    Il giorno 8 maggio si è tenuto il previsto incontro tra segreteria CGIL (presente Nicola Nicolosi) ed Flc (dipartimenti politiche retributive e vertenziali, politiche previdenziali e università) al fine di condividere con la CGIL il prosieguo della vertenza sulla trattenuta del 2,50% dopo che le confederazioni CGIL, CISL e UIL avevano convenuto, in accordo con le rispettive categorie, di chiedere un incontro al governo al fine di rivedere l'accordo quadro nazionale Aran−OO.SS. del 29.07.1999 (accordo poi recepito dal dpcm del 20.12.1999 che ha introdotto la trattenuta del 2,50%).

    Il 5, 6 e 7 marzo 2012 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle RSU. I lavoratori nel pubblico impiego potranno finalmente tornare a votare per scegliere i propri rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro. 

    Siamo arrivati a questo appuntamento con oltre un anno di ritardo rispetto alla scadenza naturale, un ritardo causato da chi, sia tra le forze politiche ma anche tra quelle sindacali, non crede all’importanza della democrazia sindacale sul posto di lavoro, anzi la teme, e pensa che gli accordi si debbano fare col “padrone” del momento, ai vertici, tra chi “conta” o crede di contare.

    La sola CGIL ha combattuto con pervicacia in questi mesi sostenendo con forza l’importanza delle RSU e riuscendo finalmente ad ottenere le date delle elezioni.

    http://www.flcgil.it/universita/i-diritti-e-le-tutele-nell-universita.flc

    I diritti e le tutele nell'università
    Un utile vademecum valido anche per chi lavora nella ricerca e nell'alta
    formazione artistica e musicale.
    23/09/2013

    In allegato mettiamo a disposizione dei lettori del nostro sito che lavorano negli
    atenei un vademecum che possa aiutarli nell'esercizio di un diritto o più
    semplicemente nel formulare la richiesta per un permesso, un congedo,
    un'aspettativa.

    Chi fosse interessato a ricorrere ai permessi citati nelle pagine del
    vademecum, deve sapere in virtù di quale norma può farne richiesta al
    proprio ateneo, che indicherà la procedura da seguire. I contratti di
    riferimento sono quelli del comparto università.

    Le leggi e normativa citate, tuttavia, valgono per tutti i lavoratori,
    quindi anche per chi lavora nella ricerca e nell'alta formazione artistica e
    musicale. In questi due ultimi comparti va fatto riferimento, ovviamente,
    anche ai contratti collettivi di settore.

    Iniziative Proteo Fare Sapere Toscana

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