FLC CGIL TOSCANA
Via Pier Capponi, 7 - 50132 FIRENZE

Durante l'iniziativa regionale per fermare le riforme di Valditara, in cui ad assemblee scolastiche svoltesi in varie province è seguito un incontro pomeridiano con esponenti della FLC CGIL Nazionale, è emersa una diffusa richiesta da parte di lavoratrici e lavoratori della scuola, che ci hanno consegnato una lettera aperta ampiamente condivisibile e che, come è doveroso, pubblichiamo di seguito e in allegato

Come si può vedere in fondo all'allegato, la lettera ha già raccolto la sottoscrizione di quasi 600 lavoratrici e lavoratori, che vanno ad aggiungersi alle circa mille adesioni al nostro appello contro la sperimentazione registrate alla pagina web Fermiamo la filiera tecnologico-professionale del Ministro Valditara: invitiamo pertanto chiunque condividesse i contenuti della lettera a sottoscrivere il documento utilizzando il modulo online subito al di sotto.


LETTERA APERTA AI SINDACATI DELLA SCUOLA

Buongiorno,
vi scriviamo in quanto docenti di numerosi istituti tecnici della Toscana (e non solo) al fine di richiedere che interveniate con la massima determinazione e urgenza per un rinvio della riforma dei tecnici all’anno scolastico 2027/28 e, in seconda istanza, di adoperarvi per il suo totale annullamento.

Desideriamo inoltre comunicare la nostra disponibilità ad aderire ad eventuali forme di contestazione, quali manifestazioni o scioperi, che auspichiamo essere unitarie e incisive, specifiche cioè al tema della riforma.

Concordiamo con quanto espresso a più riprese da diversi di voi circa i motivi che rendono urgente un rinvio, e cioè:

  • Mancanza di chiarezza sulle classi di concorso e sull’attribuzione delle discipline.
  • Scarsa chiarezza e trasparenza verso le famiglie, che hanno già effettuato le iscrizioni senza disporre di informazioni complete e definitive su quadri orari, discipline e organizzazione dei percorsi, compromettendo una scelta consapevole e informata.
  • Assenza di linee guida operative per le scuole.
  • Tempi inadeguati per la definizione degli organici.
  • Incertezze sulla gestione delle compresenze e delle nuove discipline (es. Scienze integrate come materia unica).
  • Incompatibilità dei nuovi quadri orari proposti e relativi tagli con gli obiettivi e la struttura dell'esame di maturità.

Crediamo inoltre che il rinvio possa essere strategico per un definitivo annullamento della riforma, giustificato da tutti i motivi formativi e didattici espressi in più occasioni dai nostri Collegi o da diversi sindacati, e che riassumiamo nei seguenti punti:

  • Riduzione significativa del monte ore e del curricolo
    • Taglio complessivo delle ore (es. -132 ore nel curricolo generale e -561 ore nell’area di indirizzo).
    • Riduzione diffusa delle ore nelle discipline fondamentali e caratterizzanti, con impatto sulla qualità della formazione e sull’occupazione docente.
  • Indebolimento della formazione culturale di base
    • Diminuzione delle ore di Italiano, Geografia, Arte e discipline umanistiche.
    • Rischio di analfabetismo funzionale, minore capacità espressiva e riduzione del pensiero critico.
    • Aumento delle disuguaglianze sociali e del divario tra istituti tecnici e licei.
  • Penalizzazione delle discipline chiave
    • Riduzione o eliminazione di materie fondamentali:
      • Italiano (anche in vista dell’Esame di Stato)
      • Geografia (limitata al primo anno)
      • Storia dell’arte (in alcuni indirizzi turistici)
      • Diritto ed economia (quasi assenti nel biennio)
      • Lingue straniere
      • Scienze sperimentali e integrate (anche accorpate e ridotte)
    • Contraddizione tra obiettivi formativi dichiarati e tempo effettivamente dedicato alle discipline.
  • Impoverimento della preparazione degli studenti
    • Formazione sempre più orientata al lavoro immediato, a scapito delle basi teoriche e culturali.
    • Riduzione della capacità di analisi, consapevolezza civica e competenze trasversali.
    • Minori possibilità di accesso consapevole all’università e all’istruzione terziaria.
  • Contraddizioni interne alla riforma
    • Richiesta di competenze elevate (es. geografiche o culturali) senza adeguato spazio orario.
    • Riduzione delle discipline tecnico-professionalizzanti nonostante la retorica sulle STEM.
    • Eliminazione o riduzione di insegnamenti essenziali proprio negli indirizzi che dovrebbero valorizzarli (es. arte nel turismo).
    • Impatto sul lavoro docente
    • La riduzione delle ore comporta perdita di cattedre e posti di lavoro.
    • Maggiore incertezza sul professionale legata alla riorganizzazione delle discipline.

 

SOTTOSCRIVI L'INIZIATIVA

NB: se non vedi ancora la tua firma visualizzata nell'elenco di seguito, prova ad attendere alcuni minuti e aggiornare la pagina web. 

FIRME RACCOLTE

Attachments:
 Lettera ai sindacati contro la riforma dei tecnici.pdf