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Comunicato unitario docenti scuole occupate
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Come lavoratrici e lavoratori delle scuole occupate fiorentine ci riconosciamo nelle ragioni che hanno spinto le studentesse e gli studenti  alla mobilitazione.

Ci preoccupa che, di fronte a una protesta studentesca, il confronto e l’ascolto possano lasciare spazio alla delegittimazione, alle minacce e alla criminalizzazione del dissenso.

I media e buona parte del mondo politico riducono la protesta a un disordine da gestire.

Noi crediamo, invece, che sia necessario guardare a ciò che sta alla radice di questa mobilitazione: la scelta consapevole di non accettare passivamente una realtà sempre più ingiusta e che produce e alimenta disuguaglianze, di non arrendersi all’impotenza e di non cedere all’indifferenza.

Sempre più ragazzi e ragazze si trovano a considerare il futuro come una minaccia da cui difendersi o un lusso che non si possono permettere. In questi giorni, invece, gli studenti e le studentesse hanno smesso di accettare l'impossibilità del domani, sottraendosi alla solitudine delle loro camere e degli schermi, per guardare alla scuola come perno di un necessario cambiamento. 

Le mobilitazioni studentesche esprimono un rifiuto sempre più netto della guerra e delle politiche di riarmo, dei bavagli e delle censure che vengono imposti alla libertà di insegnamento e discussione, rivendicano il diritto a un’educazione sessuo-affettiva libera da pregiudizi, e chiedono una scuola pubblica capace di contrastare le disuguaglianze anziché riprodurle, senza discriminare le studentesse e gli studenti di origine straniera attraverso l’introduzione di tetti alla loro presenza nelle classi. 

Le studentesse e gli studenti protestano anche contro la condizione di svalutazione sociale ed economica di chi insegna nelle loro scuole, consapevoli di quanto precarietà e disconoscimento incidano sulla qualità della loro istruzione e sull’incertezza del loro futuro. 

Come insegnanti non possiamo non essere d’accordo. 

E rilanciamo con forza un’idea di scuola che non sia mera preparazione al mondo del lavoro, con tempi di apprendimento sempre più accelerati e compressi, erosi da attività altre ed estranee.

Lo studio resta indispensabile per comprendere il presente e costruire gli strumenti critici per immaginare un futuro diverso.

Vogliamo che la scuola sia sempre più il luogo dove tutto questo prende forma. Perciò  rivendichiamo risorse e investimenti pubblici adeguati. 

Riteniamo che un sistema dominato da logiche di profitto abbia già prodotto troppi danni che ricadono sulla scuola e perpetuano condizioni di diseguaglianza: i diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti sono diventati di conseguenza privilegi per pochi. 

La scuola sia luogo di crescita e formazione personale e collettiva, non fabbrica di obbedienza e omologazione, ma fucina di pensiero critico.

La cura di questo tempo malato comincia anche dalla capacità di dire “noi”, di riconoscersi in una comunità, di individuare ciò che abbiamo in comune e trasformarlo in una possibilità di agire insieme. 

Le mobilitazioni fiorentine, dal corteo studentesco del 16 ottobre alle occupazioni coordinate di quattordici scuole, rappresentano un’esperienza significativa anche nel panorama nazionale, dove le proteste hanno assunto forme e sviluppi diversi e non sono mancate situazioni di forte conflittualità e, purtroppo, episodi di vandalismo. 

Auspichiamo che a Firenze la mobilitazione mantenga un carattere organizzato, coordinato e nonviolento, fondato sulla condivisione delle rivendicazioni e sulla partecipazione collettiva.   

Questa capacità di agire insieme merita di essere riconosciuta e valorizzata: la protesta civile non si contrasta criminalizzandola, ma la si ascolta per capirne le ragioni e creare le condizioni per un confronto democratico.

Siamo a fianco di studentesse e studenti perché le loro voci vengano ascoltate, le denunce sulle condizioni delle scuole trovino risposte concrete e le rivendicazioni diventino oggetto di un dialogo politico reale.

Difendere il diritto al dissenso significa difendere una scuola pubblica democratica, inclusiva e libera, che educa davvero  alla cittadinanza attiva, capace di mettere in discussione il presente e costruire, insieme, un futuro più giusto.

Un gruppo di docenti delle scuole di Firenze 

  1. Claudia Ortenzi - docente I.I.S. Salvemini-Duca d’Aosta
  2. Luisa Salvestroni - docente I.I.S. Giuseppe Peano e Liceo Artistico di Porta Romana
  3. Silvia Battini - docente I,T.T. Marco Polo
  4. Filippo Zolesi - docente I.T.T. Marco Polo
  5. Antonella D'Elia - ATA Alberti-Dante
  6. Gianmario Leoni - docente Liceo classico Galileo-Michelangiolo
  7. Nicoletta Mastroleo - docente Liceo Scientifico e Linguistico Rodolico
  8. Sabrina Casagrande - docente I.I.S. Galileo Galilei
  9. Michela Di Paolo - docente Liceo Scientifico  Leonardo da Vinci
  10. Antonio D'Alfonso - docente I.I.S. Alberti-Dante
  11. Marco  Ventrice - docente Sassetti Peruzzi
  12. Gaia Pedrolli - docente Liceo Pascoli
  13. Francesca Sorgente - docente I.I.S.S. Calamandrei di Sesto Fiorentino
  14. Francesco Mogavero - docente I.I.S.S. Calamandrei di Sesto Fiorentino
  15. Novella Torre - docente ITIS Meucci
  16. Elisabetta Amalfitano - docente Liceo Machiavelli
  17. Angela Lenti - ATA Liceo Rodolico
  18. Giulia Del Maso - docente I.I.S. Vasari
  19. Elena Francescon - docente Liceo Machiavelli
  20. Pietro Gheri - docente Liceo Artistico Porta Romana e Sesto Fiorentino
  21. Giuseppe Mancuso - docente I.I.S.S. Peano
  22. Stefania Miglio - docente Liceo Machiavelli
  23. Teresa Tranchina - docente I.T.I.S. Meucci

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