COMUNICATO STAMPA - L’improvviso interesse delle destre per il lavoro quotidiano che garantisce nelle scuole la formazione delle cittadine e dei cittadini italiani sarebbe una buona notizia, se non corrispondesse, immancabilmente, ad una intimidazione del personale docente, additato come manipolatore delle giovani generazioni ogni volta che si permette di educare alla lettura della contemporaneità.
Se per contenere la libertà di stampa si usano le querele, per quella di insegnamento si preferiscono le interrogazioni parlamentari: tanto a rispondere in aula sarà Valditara, cioè il Ministro che ha riscritto le indicazioni nazionali per il primo ciclo e le linee per l’insegnamento dell’educazione civica all’unico scopo di espungere il maggior numero di riferimenti possibile all’inclusione, all’educazione all’affettività e alla conoscenza delle culture extrauropee, nell’evidente convinzione che non esistano.
Ecco quindi che l’on. Amorese si scaglia contro una scelta dell’Istituto Massa 6, che ha partecipato (con tutte le sue classi medie e non con una sola) ad un incontro on line con la dott.ssa Albanese che ha coinvolto ben 194 scuole italiane, nel corso del quale sono state presentate alle classi collegate dieci storie di vita di persone comuni da lei conosciute in Palestina nel corso della sua lunga esperienza in quell’area, culminata con la nomina da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite come Relatrice speciale sul territorio palestinese e sulle quali ha scritto un libro.
A noi sembrerebbe perfino scontato in base a questa carica, riconoscere la Albanese, esponente ONU, tra gli “ospiti ed esperti di specifica competenza ed autorevolezza” cui le scuole devono rigorosamente limitarsi in base ad una recente e sibillina circolare ministeriale sulle pubbliche manifestazioni a scuola.
Si tratta della stessa circolare che sembra un po’ confondere l’educazione al pluralismo e il libero confronto tra posizioni diverse con l’idea che per far crescere il pensiero critico si debbano presentare sullo stesso piano posizioni contrapposte, anche quando questo avrebbe un senso contrario ad una educazione ai valori della nostra Costituzione.
Se fossero ancora vivi, potremmo mai invitare ad un confronto in una scuola media Pertini e Kappler per “un sereno confronto tra posizioni diverse per incoraggiare una conoscenza approfondita e mai semplicistica delle tematiche affrontate”?
In questo caso è tutto ancora molto più semplice: si tratta di un percorso di educazione civica sulla guerra, la pace e i diritti che ha inteso avvicinare i bambini alla comprensione delle sofferenze di una guerra in atto attraverso incontri che raccontassero direttamente cosa significa sopravvivere o morire in Palestina. Se l’on. Amorese avesse alzato il telefono e parlato con chi ha promosso questa iniziativa, saprebbe che la on. Albanese ha parlato con i bambini soprattutto di come i loro coetanei vivono la loro quotidianità di guerra e che oltre tutto questa esperienza è solo una di quelle proposte da un percorso educativo che durerà tutto l’anno.
Come FLC CGIL consideriamo inaccettabile e gravissimo l’attacco a un Istituto noto proprio per essere un laboratorio di didattiche inclusive ed aperte alle voci ed ai problemi della contemporaneità. Giusto quello che non può piacere a questa destra, magari, ma che corrisponde senz’altro alla missione costituzionale della scuola italiana.
Isa Zanzanaini
Segretaria Generale FLC CGIL Massa Carrara
Massa Carrara, 11 dicembre 2025


