Alla vigilia del rientro in classe, i dati presentati dalla FLC CGIL Firenze tracciano un quadro critico per le scuole dell'area metropolitana. Nonostante un calo demografico che registra 2.356 studenti in meno (specialmente alla primaria e alla media), il Ministero ha scelto di tagliare 53 classi anziché cogliere l'opportunità di ridurre il numero di alunni per aula e migliorare la didattica, mandando in soprannumero 55 docenti di ruolo.
Sul fronte dell'occupazione, la "supplentite" continua a far da padrona: il sindacato stima che anche quest'anno tra il 30% e il 33% del corpo docente sarà precario, con oltre 3.100 nomine di supplenza da attribuire nella sola prima tornata. La piaga della precarietà diventa emergenza aperta nel sostegno, dove — a fronte di un aumento costante degli studenti con disabilità (saliti a 4.880) — il 60% dei posti (2.200 cattedre in deroga su circa 3.650 complessive) sarà coperto da supplenti.
Gravissima anche la situazione del personale ATA, vittima di tagli organici (52 collaboratori scolastici e 4 assistenti amministrativi in meno) e di assunzioni ridotte al lumicino rispetto alle reali disponibilità. Come sottolinea il segretario generale della FLC CGIL Firenze, Emanuele Rossi, mancano all'appello almeno 200 lavoratori ATA per garantire gli standard minimi di vigilanza, pulizia e funzionalità degli uffici. A ciò si aggiunge il fallimento parziale dei concorsi e il fenomeno delle rinunce, condizionato anche dal costo della vita insostenibile a Firenze.
La questione è stata riportata all'attenzione della stampa; si vedano in proposito gli articoli apparsi il 1° settembre 2026 su La Nazione (a firma di Elettra Gullè), Il Tirreno e Il Corriere Fiorentino (a firma di Ivana Zuliani) nei tre allegati di seguito.