L’importante sentenza del Giudice del Lavoro di Grosseto riafferma la libertà di azione sindacale e tutela i lavoratori dalle intimidazioni, annullando il richiamo formale inflitto a una docente e delegata RSU.
La FLC CGIL Grosseto denuncia a situazione paradossale che si sta verificando con l’applicazione del decreto ministeriale 32/2025 sulla continuità dei docenti di sostegno. Nonostante la presenza di centinaia di insegnanti specializzati, la norma ha consentito alle famiglie di riconfermare docenti non specializzati, sacrificando la qualità dell’insegnamento e vanificando i sacrifici di chi ha investito tempo e risorse nei percorsi di specializzazione.
Il 7 maggio 2024, dalle ore 8 alle ore 17 (Ordinanza Ministeriale 234 del 5 dicembre 2023), docenti, personale educativo, ATA e dirigenti votano in tutte le scuole italiane per eleggere le proprie rappresentanze nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il CSPI è l’organismo di rappresentanza della scuola italiana, abolito nel 2013 e successivamente ripristinato nel 2015 dopo una vera e propria battaglia politica e giudiziaria condotta in solitudine dalla FLC CGIL.
La riflessione del Segretario provinciale, Cristoforo Russo
Comunicato stampa del 13 settembre 2022 | “Giovedì 15 settembre prende l’avvio un nuovo anno scolastico, purtroppo però di nuovo c’è solo l’anno temporale perché tutto il resto nella scuola non è cambiato: mancano gli investimenti per le immissioni in ruolo, per l’adeguamento degli stipendi, per l’edilizia scolastica, manca un piano efficace di gestione del Covid, anche se non siamo più in emergenza sanitaria, infatti è comunque necessario avere i mezzi per prevenire e gestire le infezioni, sia degli alunni che dei lavoratori. Rimangono invece le classi numerose, le cattedre scoperte e il precariato dei docenti – lamenta il segretario Cristoforo Russo-.
Chiediamo ‘risorse’ e riceviamo ‘tavoli’. Servono segnali concreti non aperture di dialogo, perché il dialogo con il ministro è sempre stato franco e aperto e non è mai stato interrotto, ma ora servono misure che diano valore alla scuola, dignità professionale al personale.
Nella legge di Bilancio su 33 miliardi di manovra, solo lo 0,6% è stato stanziato per la scuola, una cosa inaccettabile che non rende giustizia ai lavoratori e alla complessità dei problemi della scuola.