Lettera dei Dirigenti Scolastici al Ministro dell'Istruzione

    Riceviamo per conoscenza e volentieri pubblichiamo qui la lettera di alcuni dirigenti scolastici al Ministro dell'Istruzione sulla crisi, sempre più grave, del sistema scolastico italiano.


    Al Ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza

    Gentile Ministro,
    con questa lettera aperta vorremmo esprimere l’estremo disagio nel quale ci troviamo ad operare, consapevoli che questa azione contenga aspetti di radicalità necessari per rappresentare le difficoltà della scuola italiana, davvero molto vicina al collasso. Una riflessione ancora più necessaria proprio in questi giorni di dibattito sulle questioni salariali, che riguardano tutto il personale, compresi i dirigenti scolastici, dove il tema delle cifre recuperate a posteriori, per effetto di provvedimenti retroattivi, evidenzia, non solo l'inadeguatezza degli investimenti sul personale tutto, ma anche la crisi “organizzativa” strutturale del sistema Pubblico di Istruzione.

     

    Ecco perché, Ministro, pensiamo esista una questione ineludibile relativa all’intero assetto del sistema scolastico che abbisogna di profondi cambiamenti e di una coraggiosa azione di innovazione e di valorizzazione ben diversa dall’impoverimento a cui è stato sottoposto negli ultimi anni: il governo delle istituzioni scolastiche non può più prescindere da un aggiornato collegamento tra l’assetto dell’autonomia scolastica, un organico dei docenti e del personale ATA funzionale e robusto, la rivisitazione unitaria dei contratti di lavoro delle diverse professionalità anche in chiave di ore di coordinamento e di formazione in servizio.

    La tenuta sociale che come scuola e come dirigenti scolastici operiamo, costituisce un baluardo fondamentale nell’equilibrio dei territori locali, così provati dalla crisi economica e dalle difficoltà occupazionali.

    Lo sforzo a cui noi dirigenti scolastici siamo sottoposti però, in termini di dimensione degli istituti, di problematiche gestionali, di impegno organizzativo, di rapporti con il personale docente e ATA, con l’utenza, con le Amministrazioni comunali e provinciali, ma anche per le frequenti e scomposte iniziative normative, ha visto addensarsi sulle nostre spalle un enorme carico di prestazioni e responsabilità. Operiamo in un quadro di costante emergenza e privi degli strumenti fondamentali:  ci servirebbero norme chiare, correlate tra loro, semplificazione e rispetto dei processi, sufficienti risorse.

    La crescente forbice tra i problemi che dobbiamo affrontare, gli obiettivi che ci vengono richiesti e le scarse dotazioni, umane e strumentali, fiacca pericolosamente anche quell’azione di coesione sociale che l’istituzione scolastica dovrebbe svolgere nel sistema locale e nel quadro nazionale. Un presidio di cittadinanza, questo, che come dirigenti avvertiamo essere a potenziale rischio di disgregazione tanto che  le vorremmo chiedere:

    • come possiamo organizzare un lavoro serio e approfondito dal punto di vista educativo-didattico con un organico docenti e ATA senza alcuna flessibilità, sottoposto a fortissimo turnover, con graduatorie e nomine disorganiche e perennemente in ritardo, contratti che prevedono orari di lavoro difformi da un ordine di scuola all’altro (anche quando, come negli ormai diffusissimi istituti comprensivi, gli insegnanti dovrebbero lavorare assieme) e obsoleti in termini di prestazioni professionali temporali? E l’organizzazione generale dei nostri mega-istituti, senza fondi per le figure di coordinamento e di referenza, come può stare in piedi anche se noi lavoriamo, come capita spesso,  giorno e sera? Per la qualità dei processi formativi sono indispensabili attività di rete tra scuole, tra i docenti, tra i soggetti del territorio che non possono più essere realizzate perché i finanziamenti sono stati tagliati a tal punto da non permettere ore aggiuntive sufficienti neppure per gestire i vari plessi e i diversi assi culturali dell’offerta formativa, oltre a rendere quasi impossibili, in contraddizione con una dimensione di vita e di apprendimento globale, le importanti esperienze dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche;
    • come possiamo affrontare la complessità dei nostri istituti con l’esiguità delle risorse che ci vengono trasferite senza nemmeno più una certezza in termini di quantità e di tempi? Si immagini, Ministro, se noi gestissimo le scadenze delle pagelle, l’orario di funzionamento dei plessi o dei ricevimenti dei genitori con la stessa modalità con la quale il Ministero approvvigiona le scuole dei fondi. Per non parlare dei vari bandi,  che escono come schegge impazzite nei periodi dell’anno scolastico più strani. Salterebbe l’intero sistema;
    • come possiamo ottemperare alle fondamentali innovazioni in termini di didattica e di comunicazione se, a fronte di cogenti e importanti indicazioni normative (registri elettronici, trasparenza, sicurezza, bes ecc…) le scuole non ricevono più né generalizzati interventi strutturali, né forme di aggiornamento diffuso, né corrispondenti risorse professionali e finanziarie?
    • come possiamo percepire il nostro ruolo di dirigenti di istituzioni statali tra le più complesse e esposte sul piano sociale, nel vedere la nostra remunerazione molto distante da quella degli altri dirigenti pubblici? Ricordiamo brevemente i principali compiti del dirigente scolastico: rappresentante legale dell’istituzione scolastica, quindi titolare giuridico dell’offerta formativa, dei contratti con il personale scolastico e con operatori esterni, delle relazioni sindacali d’istituto, della sicurezza, della privacy e della trasparenza amministrativa, del disciplinare, le cui attribuzioni sono state ulteriormente ampliate dal decreto Brunetta, delle densissime relazioni territoriali e con l’utenza in genere… Quale altro dirigente del pubblico impiego ha questa vasta gamma di responsabilità, oneri e problematiche organizzative/gestionali, spesso da risolvere da soli ed in tempi brevissimi?

    Sperando in una risposta esaustiva, ma soprattutto in “azioni” concrete di risposta ai problemi, torniamo al nostro lavoro.

    p. I dirigenti scolastici iscritti alla FLC CGIL della Provincia di Firenze
    Laura Chirici, Angela Pecetta, Fiorenza Giovannini, Adelina Franci

    Firenze, 6 febbraio 2014

    ​Via Pier Capponi 7, 50132 Firenze · toscana@flcgil.it · tel. +39 055 5036 249 https://www.flc-toscana.it - https://www.facebook.com/FlcCgilToscana

    Cerca nel sito