Nonostante le 60 stabilizzazioni di docenti e le 67 assunzioni a tempo indeterminato per il personale ATA, il prossimo anno scolastico nella provincia di Prato si aprirà all'insegna di una precarietà ormai strutturale. Come evidenziato dalla FLC CGIL Prato, i numeri autorizzati non riescono a coprire le reali necessità delle scuole del territorio.
La situazione più critica riguarda il sostegno scolastico: per circa 1.500 studenti con certificazione, l'Ufficio Scolastico riconosce la necessità di 1.209 insegnanti, ma ben 743 di questi (pari al 61%) saranno coperti con contratti a termine. Sul fronte del personale ATA, dei 193 posti necessari per garantire il corretto funzionamento dei plessi, soltanto 67 saranno stabili, lasciando ben 126 cattedre affidate a supplenti e 8 sedi prive di DSGA di ruolo. A questo si aggiunge la sofferenza sul potenziamento dell'italiano per studenti stranieri, con un taglio di 10 posti di ruolo nelle superiori tamponato solo all'ultimo con cattedre precarie legate al CPIA.
"Ancora una volta — spiega la segretaria generale della FLC CGIL Prato, Vincenza Tavormina — la scuola si regge sul precariato: il servizio viene garantito ma a scapito di contratti deboli. Si certifica la necessità di avere oltre mille docenti di sostegno, ma di fatto non si investe nella loro stabilizzazione. Si preferisce la precarietà alla continuità".
La questione è stata portata all'attenzione della stampa; si vedano in proposito i riferimenti negli allegati di seguito.