La mobilitazione della Flc Cgil contro la riforma dell'istruzione tecnica e professionale voluta dal ministro Valditara ha fatto registrare un'adesione straordinaria. I docenti degli istituti tecnici della Toscana si sono schierati compatti a difesa della scuola pubblica partecipando in massa allo sciopero degli scrutini. I primi dati raccolti indicano un blocco diffuso delle attività di valutazione (con l'esclusione delle sole classi quinte coinvolte nella maturità), che in molte scuole ha superato il 90% delle adesioni, lasciando i dirigenti scolastici sbalorditi di fronte a una partecipazione mai vista prima.
Esemplari sono i casi dell'Itts "Fedi-Fermi" di Pistoia, dove è saltato il 100% degli scrutini programmati (32 consigli di classe rinviati), e dell'istituto Marco Polo di Firenze, che ha registrato il 96% di blocco (23 scrutini saltati su 24). Fortissime adesioni si sono registrate anche al Chino Chini di Borgo San Lorenzo (19 scrutini saltati su 20), al Sassetti-Peruzzi, al Calamandrei di Sesto Fiorentino, e in altri storici istituti come il Meucci, il Galileo Galilei e il Ferraris Brunelleschi di Empoli.
La Flc Cgil ribadisce la totale contrarietà a un provvedimento calato dall'alto senza alcun confronto reale con il personale. La riforma riduce drasticamente le ore delle materie di base e d'indirizzo (come italiano, lingue straniere, matematica, diritto, scienze e storia dell'arte) per piegare la didattica alle sole esigenze temporanee delle aziende locali, introducendo persino docenti esterni privati e anticipando i percorsi di formazione-scuola-lavoro alla seconda classe. Si tratta di un grave impoverimento culturale che trasforma l'istruzione tecnica in un mero avviamento al lavoro. Inoltre, il sindacato contesta la scorrettezza di aver cambiato i percorsi di studio a iscrizioni già chiuse, ingannando le famiglie, e per questo ha messo a disposizione i propri legali per avviare azioni legali contro il Ministero.
La protesta non si ferma e proseguirà per tutta la settimana, pronta a riprendere con ancora più forza a settembre se il Governo non ascolterà la voce del personale scolastico.
La questione è stata riportata all'attenzione della stampa; si vedano in proposito gli articoli apparsi in data 14-06-2026 su Il Tirreno, La Nazione e Corriere Fiorentino nei tre allegati di seguito.